La camera di Papa Leone XIV all’ospedale Agostino Gemelli di Roma è la stessa che ha ospitato Giovanni Paolo II e Francesco.
Sono giorni difficili per Papa Leone XIV, ricoverato presso l’ospedale Agostino Gemelli di Roma per la rimozione di un nodulo polmonare. Il pontefice, così come accaduto ai suoi predecessori Giovanni Paolo II e Francesco, occupa una camera situata al decimo piano del nosocomio, ma non è uguale a quella degli altri pazienti.
Com’è la camera di Papa Leone XIV in ospedale
Con un annuncio inaspettato durante l’Angelus, Papa Leone ha rivelato di doversi sottoporre a un intervento per la rimozione di un nodulo polmonare. Stando a quanto riferito dallo stesso pontefice e dai medici che lo hanno in cura, il nodulo è stato individuato durante una normale visita di routine. La situazione sembra sotto controllo e milioni di fedeli in tutto il mondo pregano affinché il vescovo di Roma torni in salute il prima possibile. Ma, com’è la camera in cui Prevost trascorrerà i prossimi giorni?
La stanza si trova al decimo piano dell’ospedale Agostino Gemelli della Capitale ed è la stessa che ha accolto più volte Giovanni Paolo II e Francesco. Situata nell’ala destra della struttura, vicino al reparto “solventi”, la camera è essenziale. Dotata ovviamente di letto sanitario e apparecchiature per monitorare i parametri vitali, ha pochi arredi bianchi e un televisore.
C’è pure un bagno a uso esclusivo, un salottino che può ospitare la persona addetta all’assistenza del pontefice e una cappellina privata con un piccolo altare per le celebrazioni liturgiche, un inginocchiatoio e un grande crocifisso. Insomma, più che una stanza la camera d’ospedale del Papa è simile a un mini appartamento, anche perché l’accesso è super blindato.

Ricovero del Papa in ospedale: un’usanza “recente”
Forse è anche inutile sottolinearlo, ma il mini appartamento del Papa in ospedale è super blindato. L’ingresso alla camera è controllato giorno e notte, 24 ore su 24, da Polizia di Stato italiana, Gendarmeria vaticana e uomini della sicurezza del Policlinico. L’unico “contatto” con l’esterno è la finestra che dà sul piazzale, la stessa dove Wojtyla si mostrò per l’ultima volta il 13 marzo 2005, pochi giorni prima di morire, per benedire i fedeli.
Insomma, come la definiva Giovanni Paolo II, la stanza è a tutti gli effetti un “Vaticano terzo”. È stato proprio Lui a inaugurare i ricoveri dei pontefici presso strutture ospedaliere pubbliche. Un tempo, infatti, i papi venivano curati direttamente nel Palazzo Apostolico o nella residenza estiva di Castel Gandolfo. Soltanto per le visite o gli esami specialistici si recavano presso il nosocomio di Santo Spirito in Sassia.
Poi, negli anni Ottanta, quando Giovanni Paolo II ha iniziato ad aver bisogno di ricoveri sempre più lunghi e frequenti, la stanza al decimo piano del Gemelli è sembrata la soluzione più comoda e sicura. Non dimentichiamo, infatti, che il Policlinico si trova a soli 3 km di distanza dal Vaticano.